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GLI OCCHI DELLA SPERANZA - IMPRESSIONI DA HAITI

February 11, 2016

GLI OCCHI DELLA SPERANZA - IMPRESSIONI DA HAITI

La scoperta del colore

 

Visiva, Roma  9.06.15 > 28.06.15

Samsung District, Milano  18.07.15 > 26.07.15

Palazzo Ducale, Genova  12.02.16 > 28.02.16

 

Il viaggio ad Haiti e a Santo Domingo è stato per me un punto di partenza, un nuovo inizio.

L’esperienza di entrare a stretto contatto con un paese del quarto mondo è la vera essenza dell’essere, dove miseria e morte si uniscono alla più alta espressione dei sentimenti e della speranza, andando al di là di ogni parola e giudizio, accettando la realtà e portando sempre dentro di sé quel mondo con estrema semplicità.

Questo per me rappresenta la vera espressione dell’empatia: non solo entrare in quel mondo, ma portare lapropria realtà al suo interno.

 

Partendo per questo viaggio avevo in mente quello che ho visto nei documentari, ovvero una realtà fatta di immagini e stereotipi a nostro uso e consumo. Appena arrivato sull’isola ho visto colori e luci con un’intensità mai sperimentate prima, intraprendendo una nuova partenza cognitiva delle cose che mi ha allontanato dalla fotografia in bianco e nero - protagonista nei ritratti di paesaggi metropolitani durante la mia breve esperienza - facendomi sentire subito l’approccio al colore. Su questa meravigliosa isola, circondata dal Mar dei Caraibi e con la nuova macchina fotografica Samsung NX1 mi sono sentito libero di scattare.

 

Ho scattato cento e mille volte, sperando di cogliere tutta l’essenza di quello che ho vissuto per farlo provare a chi avrebbe guardato i miei scatti: molto più di momenti fuggitivi di consapevolezza, ma documentari empatici sulla vita nella sua espressione più immediata, dove l’impegno e la caparbietà della Fondazione Rava edi Padre Rick raccontano in mezzo a morte, fame, violenza, storie  di gioia e redenzione.

 La coscienza delle mie emozioni

 

Documentare questo mondo,dove i bambini giocano su cumuli di detriti, le donne trasportano cibo su strade non asfaltate, la vita di tutti i giorni si svolge tra container trasformati in negozi e bancarelle di merce riciclata, ha lasciato in me una crepa, la coscienza di una differenza incolmabile.

Ho vissuto anche una forte angoscia emotiva, per me era la prima volta in un paese con una situazione umanitaria al limite. Niente di quello che avevo immaginato e che credevo di sapere poteva bastare, niente di quello che i migliori reportage avevano ritratto negli anni dopo il terremoto mi poteva preparare all’orrore che h

 

o visto.

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